L’edizione 2021 del CphI di Milano si avvia verso la conclusione. E mentre la fiera virtuale andrà avanti ancora per qualche giorno (19 novembre), possiamo già tirare le somme dell’evento svoltosi in presenza: per tre giorni, dal 9 all’11 novembre, il team di Favia – che fa parte del più del 30% degli espositori italiani – ha accolto al suo stand professionisti del settore farmaceutico e farmacosmetico provenienti da tutto il mondo.

Un evento unico, che proprio grazie allo sforzo immane compiuto da tutta la filiera durante la pandemia, si è reso possibile nonostante l’emergenza sanitaria non sia ancora terminata.

E nel voler condividere con voi la nostra esperienza al CphI, vogliamo far partire la nostra riflessione proprio da qui, dal bisogno di cooperazione e dalla ricerca incessante dell’innovazione per l’intero comparto, per far fronte a due nuove sfide: la prima è senza dubbio la mancanza di materie prime ; ma non va sottovalutata anche una narrazione mediatica che troppo spesso si presta a derive, alimentate dai social, e che finisce col minare la fiducia del consumatore verso la filiera

L’industria del Pharma riparte dal CphI

CphI Worldwide è la fiera del pharma più importante al mondo e quest’anno, nonostante le evidenti difficoltà, ha saputo (ri)organizzare e gestire l’evento portando a casa un grande successo, sia in termini di partecipanti alla Fiera di Milano che di presenza “online”. Sì, perché quest’anno gli organizzatori hanno messo a disposizione una piattaforma online che ha permesso lo svolgimento dell’evento per quasi un mese in modalità ibrida, andando così incontro ai moltissimi espositori e professionisti sparsi in tutto il mondo e impossibilitati a recarsi a Milano fisicamente.

Webinar, sessioni one-to-one e trattative si sono svolte tanto online che in presenza, rendendo la Fiera rappresentativa dell’impegno e degli sforzi compiuti negli ultimi mesi. La resilienza del settore, infatti, è stata il filo conduttore di tutta la fiera. Tantissime sono state le pressioni e le continue sfide a cui è stata sottoposta: lo sviluppo dei vaccini e la ricerca per le cure domiciliari contro il Covid-19, sono piombate prepotenti su un settore già estremamente impegnato nello sviluppo di servizi e prodotti innovativi.

CphI ha dato voce a un intero settore che affronta continue pressioni a livello mondiale, che tra l’altro continuano a perpetrarsi anche a causa dell’attuale difficoltà nell’approvvigionamento dei materiali e dell’aumento dei costi delle materie prime.

In queste tre giornate di incontri siamo stati felici di notare come il sostegno e il networking tra tutti gli operatori del settore, siano stati di vitale importanza per gettare le basi di questo nuovo inizio, che parte proprio nel segno delle sfide post-pandemia.

Ma ciò non sarebbe sufficiente se voltassimo le spalle all’innovazione: nel nostro piccolo, noi di Favia continueremo a lavorare per offrire ai nostri clienti le migliori soluzioni in termini di usabilità, costi e materie prime sostenibili: ToBeUnique, ToBeNatural e Smart Aluminium Tube ne sono l’esempio e nascono proprio dall’ascolto di un mercato che ha incessante bisogno di soluzioni tecnologiche, con ridotto impatto ambientale e che siano in grado di soddisfare i bisogni dell’utente finale.

Al termine del CphI, portiamo a casa la consapevolezza della grande forza di tutto il comparto e del sostegno reciproco che è stato  – e continuerà ad esserlo anche in futuro – l’unica strada da percorre per un’industria del pharma sempre più all’avanguardia.