Abbiamo letto pochi giorni fa dell’impennata dei consumi di monoporzioni nel settore alimentare, un trend dettato dai mutamenti a livello sociale, come la crescita dei nuclei famigliari monocomponente, ma anche dall’esigenza di prestare attenzione a cosa e quanto si mangia.

Benché la pausa pranzo sia riconosciuta da molti lavoratori come un importante momento di stop durante la giornata, perfetto per svagarsi un’oretta con i colleghi e socializzare prima di ricominciare a lavorare, sono molte le statistiche che indicano un forte aumento di quanti scelgono di pranzare al desk, portandosi il pranzo da casa (da qui il termine anglofono deskfast riferito ad una colazione a tarda mattinata o al pranzo), per guadagnare un po’ di tempo e poter uscire prima dal lavoro.

Un fenomeno in parte correlato al boom delle monoporzioni è, infatti, la riscoperta della schiscetta. Conosciuta al nord fin dagli anni ’50 la schiscetta era originariamente una piccola pentola rotonda con una chiusura ermetica: volete sapere in che materiale era realizzata? In alluminio, naturalmente! Il brevetto originale è stato depositato nel 1952 da Renato Caimi e dal fratello Mario, proprietari dell’industria Pentolux di Nova Milanese.

La schiscetta veniva utilizzata da operai e studenti per portarsi il pranzo al sacco al lavoro o a scuola, e divenne subito un oggetto del desiderio perché consentiva di portarsi dietro cibi complessi, come la pasta, il riso o un secondo, con la possibilità anche di essere scaldati.

Non più solo sandwich e panini ma un vero pasto a portata di mano. A partire dagli anni Duemila la schiscetta è tornata sotto i riflettori, per esigenze diverse: da un lato il risparmio economico e dall’altro la possibilità di controllare ciò che si mangia, fondamentale soprattutto per chi segue un regime particolare o chi ha esigenze a causa di intolleranze o allergie.

Tubetti in alluminio monodose: compagni perfetti della vostra schiscetta

E se ci fosse un modo per arricchire la schiscetta con salse e condimenti monoporzioni per rendere i piatti più gustosi prestando attenzione alla sostenibilità ambientale? Facciamo un esempio molto pratico: chi durante una dieta vuole portarsi al lavoro un piatto di verdure o un’insalata.

In commercio esistono numerose confezioni già pronte da gustare: tutte o quasi però sono in contenitori di plastica con bustine monodose di condimenti che al momento dell’apertura schizzano di qua e di là, ungono le mani e rischiano di sporcarci la scrivania. Senza contare a i rifiuti!

Pensate se potessimo, invece, prepararci l’insalata con le verdure che più ci piacciono e avere poi a disposizione un dressing o un condimento, come una salsa allo yogurt o una maionese, in un pratico tubetto deformabile in alluminio. Il packaging sostenibile perfetto per il settore food, facile da trasportate perché sicuro e leggero, perfetto da richiudere, se non utilizzato completamente, e utile a evitare sprechi o incidenti sulla scrivania.

Una volta utilizzato completamente, il tubetto, che tra l’altro evita gli sprechi poiché arrotolandosi su sé stesso permette di erogare il contenuto fino all’ultima goccia, diventa un rifiuto completamente riciclabile, tramutandosi quindi in un gesto ecosostenibile.

L’alluminio è, infatti, un metallo riciclabile infinite volte senza mai perdere le sue caratteristiche e il cui riciclo consente un risparmio energetico del 95% rispetto alla produzione da materia prima nuova.

Una schiscetta dal sapore orientale: i bento

Nell’ultimo decennio è esplosa anche in occidente la bento mania, di derivazione giapponese. I bento sono contenitori colorati e super funzionali utilizzati in Giappone per preparare pranzo o merenda in modo creativo.

Si tratta di vere e proprie schiscette con vari contenitori atti a ospitare diverse pietanze per esempio varietà di sushi. Sono pensati proprio per contenere un pasto completo per una persona, e sono assolutamente immancabili in ogni cucina che si rispetti! Li avrete sicuramente visti in qualche anime giapponese!

Sulla scia di questa nuova moda è nata una start up che realizza una schiscetta super moderna e funzionale: FoldEat. Il concept prevede un pratico zainetto che si trasforma in una tovaglietta contenente alcuni contenitori ermetici (con anche funzione di thermos) che consentono di portare fino a tre pietanze diverse.

La schiscetta per i bambini: sana, pratica e sostenibile

C’è, infine, un ambito in cui la schiscetta sta assumendo un ruolo anche educativo: si tratta della schiscetta per i bambini e i ragazzi che vanno a scuola. Portarsi la merenda o il pranzo da casa può essere un peso, ma per molte mamme è un modo per controllare che i propri figli non eccedano nel consumo di zuccheri, merendine e dolciumi vari.

Un’esigenza che pare interessare anche il Governo: nei mesi scorsi è stato presentato in Commissione Affari Sociali della Camera un disegno di Legge a firma della deputata del M5S Maria Laura Paxia, che si pone come obbiettivo primario favorire una più consapevole educazione alimentare “con particolare riguardo ai bambini e agli adolescenti, incentivando l’offerta di alimenti e bevande salutari mediante distributori automatici situati in luoghi pubblici”.

Una merenda sana ed equilibrata, per esempio, potrebbe essere una bella fetta di pane e marmellata o crema di cioccolato e nocciole. Cosa c’è di più facile che preparare una schiscetta con del semplice pane o delle fette biscottate pronte da ingolosire con una crema in tubetto? Pratica da spremere, senza sprechi e richiudibile in caso non venga utilizzata completamente. In questo modo si eviterebbero le merendine pronte, o comunque gli snack confezionati, spesso pieni di conservanti.

Tutti i tubetti Favia possono essere personalizzati con le più innovative tecniche di stampa, come il nostro ToBeUnique, una stampa digitale che coinvolge sia il corpo sia il tappo di chiusura in un unico processo, con una resa grafica stupenda.

L’implementazione della tecnologia StealthCode® inoltre può rendere il tubetto un interessante veicolo per informazioni, consigli alimentari o pensando ai più piccoli video animati di educazione alimentare o ancora tracce audio di canzoni o filastrocche per accompagnare il momento della merenda!

Una nuova cultura alimentare sana e sostenibile può, e deve, passare anche dal settore packaging, poiché soluzioni pratiche ed ecologiche possono incentivare le aziende del settore food a investire in un packaging che le renda subito riconoscibili come attente all’ambiente e alla salute dei consumatori.