All’interno dell’industria del packaging c’è fermento in relazione a tematiche come sostenibilità e rispetto per l’ambiente. Il dibattito intorno al food packaging in alluminio è tornato prepotentemente sotto i riflettori proprio a poche settimane dall’entrata in vigore della Direttiva UE 2019/904 del 5 giugno 2019.  

Se il bando per la plastica monouso è finalmente diventato una realtà per una selezione di prodotti per cui è disponibile una versione più green, la riflessione sugli utilizzi di materiali innovativi e sostenibili è solo all’inizio, e anzi, proprio in virtù della contingenza può essere spunto per nuove idee. 

La filiera del food packaging in alluminio può diventare esempio virtuoso per la scelta di materiali riciclabili e sostenibili, oltre che farsi portavoce di una nuova era per il digital marketing ad esso collegato. Con indubbi risvolti positivi per aziende e consumatori. 

Perché le scelte sostenibili, se ben comunicate, diventano una sicura leva all’acquisto da parte delle buyer persona che oggi più che mai sono attenti ai messaggi che arrivano dalle aziende che non si accontentano di una soluzione di facciata (pensiamo al fenomeno sempre più frequente del green washing!). 

Che l’alluminio sia un materiale sostenibile è ormai risaputo grazie alle campagne social realizzate per esempio dal consorzio CiAl e nel nostro piccolo anche da noi di Favia che due anni fa abbiamo lanciato la campagna “Le 8 regole d’oro per un packaging consapevole”.  

Occorre, però, che tutti gli attori coinvolti si rendano corresponsabili di un processo di innovazione e di ricerca al fine di promuovere le best practise dal punto di vista del food packaging che non solo risponda alle esigenze di sostenibilità e consapevolezza, ma possa addirittura portare un valore aggiunto per il consumatore e di conseguenza per le aziende produttrici in termini di maggiori guadagni. 

Può il packaging essere un reale punto di forza di un prodotto? 

Secondo noi assolutamente sì: anzi il packaging potrebbe essere un plus e non solo un punto di forza di un prodotto. Quando abbiamo ideato le 8 regole ci siamo interrogati sul valore del packaging e sulle sue caratteristiche. Un packaging necessario, sostenibile, zero spreco, affidabile, funzionale, che protegge il contenuto, che valorizza il brand e che sia prodotto in modo responsabile. 

A questo, però, ci sentiamo oggi di poter aggiungere anche: che sia bello, utile e riconoscibile per il consumatore. E che, nei fatti, aiuti a vendere di più! Il consumatore sembra essere sempre più interessato alle tematiche green e finanche disposto a pagare un po’ di più per un prodotto che rispetti le regole della sostenibilità. Ma è anche quotidianamente bombardato di informazioni e messaggi che innescano reazioni emotive, spesso inconsce, di imitazione nei confronti di persone percepite come esperte (pensiamo al successo negli ultimi anni dell’influencer marketing). 

Nel flusso continuo della rete e dei social media, che potremmo definire moderni cataloghi commerciali, quindi, distinguersi è fondamentale. Il marketing della nostalgia, per esempio, ci ricorda di quanto la mente umana è in grado di farsi catturare da qualcosa che gli ricorda la propria infanzia o un periodo passato della propria vita a cui ripensare con affetto. 

Il tubetto in alluminio sembra essere un packaging perfetto in questo senso. L’alluminio come materiale porta dentro di sé un allure vintage dal fascino indiscutibile. I primi packaging per il settore beauty e belle arti erano proprio in alluminio. Inoltre, si fa strada una nuova percezione del concetto di perfezione, declinato anche in ambito packaging. Non avete notato un ritorno all’iconografia del tubetto schiacciato e usato anche nelle pubblicità più patinate? 

Food Packaging in alluminio: non solo lattine e scatolette

A ben guardare l’alluminio è un materiale già utilizzatissimo in ambito food and beverage packaging: pensiamo alle lattine di bibite o ancora alle scatolette di tonno e carne o ancora alle vaschette usate per cuocere e conservare gli alimenti. E il tubetto? Esistono molti alimenti per i quali il tubetto è la soluzione migliore, come le marmellate, le composte di frutta o ancora le salse dolci o salate (es maionese o cioccolata). 

E il tubetto in alluminio può diventare il benchmark per molti di questi prodotti alimentari pensati per il settore Ho.Re.Ca. anche (e soprattutto) in relazione alla crescita di domanda di monoporzioni

Il concetto di monoporzione ha spesso una duplice accezione: da un lato è visto come un modo per evitare gli sprechi, dall’altro può provocare una riflessione esattamente contraria. Una monoporzione è per definizione pensata per una singola persona oppure in un’unica volta, nell’ottica quindi del minor spreco possibile. Ma se quella porzione non potesse essere consumata completamente? Il packaging che la contiene ci garantisce igiene, sicurezza e usabilità per un consumo successivo?  

Non sempre. Pensiamo alle confezioni di marmellate in uso negli alberghi che spesso sono già realizzate in materiali sostenibili: sono comode? Una volta aperto il barattolino in vetro o la vaschettina possiamo richiuderli e portarli via comodamente? La risposta è no, perché il vetro è fragile e più pesante, mentre la vaschettina è impossibile da richiudere. 

Proviamo a immaginare ora quella stessa marmellata o crema di cioccolata che non consumiamo completamente durante la colazione in albergo in un tubetto di alluminio. Una volta richiuso il tubetto è leggero, sicuro e facilmente trasportabile anche semplicemente in borsa o in tasca! 

Ambasciatori del marchio: tubetti in alluminio perfetti veicoli di digital marketing 

Il passo successivo, dunque, ci sembra quello di sfruttare il tubetto di alluminio e le sue infinite potenzialità per rendere un alimento non solo accattivante, igienico e sicuro, quanto semplice da consumare, da trasportare e da desiderare. È infatti un perfetto veicolo di digital marketing

Il tubetto può stare sullo scaffale senza necessità di alcun packaging secondario (come scatole di cartone o di plastica) e grazie all’innovazione tecnologica può diventare un megafono per l’alimento contenuto. Un esempio? Grazie all’implementazione di speciali codici digitali, i tubetti in alluminio Favia, inclusi i ToBeUnique o i ToBeNaturAl, diventano veri e propri ambasciatori del vostro marchio.  

Il codice è impercettibile all’occhio umano ma scansionabile da un’apposita App mobile: basta un semplice scan per attivare contenuti digitali esclusivi, come video, concorsi o survey. Questo vi consentirà di creare un dialogo diretto con i vostri consumatori. Meglio di un Qr Code, la soluzione digitale proposta non interferisce minimamente nel design grafico del vostro tubetto (qui alcuni esempi di tubetti realizzati con stampa digitale continuativa fra tubetto e chiusura) e può essere usato per qualunque contenuto vogliate condividere. 

Un link ad un sito web, una video ricetta, un corso di cucina, l’elenco ingredienti, le testimonianze di altri clienti. E le possibilità sono infinite! Anche dal punto di vista di uno storytelling aziendale fluido, capace di passare dalla confezione dei vostri prodotti allo smartphone dei vostri clienti. 

Avete un’azienda del settore food e siete alla ricerca di un packaging sostenibile? Scegliete i tubetti di alluminio Favia! Contattateci e saremo lieti di mandarvi dei campioni.