Il packaging consapevole non può esimersi da una caratteristica fondamentale: essere funzionale. Funzionale significa letteralmente “che risponde in maniera ottimale alle funzioni per cui è stato ideato”.

Nel mondo del packaging “funzionale” implica un concetto ben preciso. Il packaging rende il prodotto facilmente fruibile? Aiuta il consumatore a fruire del contenuto? Fornisce informazioni sul prodotto e sul suo corretto utilizzo? È facilmente richiudibile, per consentirci di lasciare il prodotto nella confezione anche dopo l’apertura?

Per molti prodotti, la confezione diventa uno strumento di utilizzo e questo implica che abbia determinate caratteristiche. 

Pensiamo ai biscotti: oggi sono spesso venduti in buste di carta con un’etichetta richiudibile, che consente di mantenerli nella loro confezione. In passato, però, i biscotti erano venduti in una confezione di latta che fungeva da contenitore.

Una volta finiti, la scatola rimaneva e veniva riempita con altri biscotti, magari fatti in casa. Oppure, veniva utilizzata per conservare altre cose: dalle spezie da cucina alle vecchie fotografie.

Funzionale è relativo quindi alla funzione stessa del packaging e deve quindi semplificare l’utilizzo del prodotto, la sua conservazione e possibilmente anche il trasporto. Senza mai dimenticare le altre regole, ovvero essere necessario, sostenibile, zero spreco e affidabile.

Funzionalità, grafica e materiali

Un packaging funzionale, per essere tale, richiede un’analisi approfondita. Un progetto che parte dalla funzione che viene chiesta a quel determinato packaging tenendo bene a mente la grafica, la struttura e la ricerca dei materiali.

Trovare una soluzione funzionale implica una ricerca sul campo, per valutare i prodotti già esistenti e il loro packaging, la risposta dei consumatori e i feedback negativi.

Prendiamo ad esempio le barrette energetiche ai cereali, un prodotto di largo consumo che tutti conosciamo. La maggior presenta un’apertura facilitata con una linguetta rossa che consente di aprire la parte alta dell’involucro e di mangiare la barretta continuando a tenerla dentro la confezione.

Un dettaglio che diamo per scontato ma che quell’apertura ci consente di mangiare la barretta senza sporcarci le mani: è quindi, indubbiamente, un packaging funzionale.

E veniamo ai tubetti deformabili in alluminio. Per determinati prodotti questo packaging si dimostra il più funzionale in assoluto. Per esempio, per un dentifricio, una crema per le mani, una salsa dolce o salata.

Il tubetto ci consente di spremere il contenuto direttamente dove ci serve: sullo spazzolino, sulle mani o sul piatto. Senza usare nessun utensile e senza sporcare. Una funzionalità che va di pari passo con altre due importanti caratteristiche: essere zero spreco ed essere affidabile.

Il tubetto deformabile in alluminio è funzionale

Il tubetto deformabile in alluminio rispecchia quindi appieno anche la regola numero 5 del packaging consapevole, ovvero essere funzionale. Ma possiamo andare oltre.

Funzionale può significare anche dare risposte alle esigenze del consumatore prima, durante e dopo l’utilizzo di un prodotto. Con l’implementazione della tecnologia StealthCode©, i tubetti deformabili in alluminio possono dialogare con il consumatore attraverso lo smartphone, un oggetto che oggi tutti abbiamo in tasca 24 su 24.

Un codice invisibile all’occhio umano, stampato sull’intera superficie del tubetto (e quindi non invasivo rispetto alla grafica), viene scansionato dall’apposita app mobile e rimanda a contenuti on line di varia natura.

Consigli sull’utilizzo del prodotto, video how-to, indicazioni sulla conservazione, notizie relative al brand, numeri e info utili. Tante informazioni che non potrebbero trovare fisicamente spazio sul packaging, a meno di avere una confezione tanto ingombrante da diventare ingestibile, inutilmente dispendiosa e certamente poco sostenibile.

E il packaging dei vostri prodotti preferiti? È davvero funzionale?