La nostra guida per il packaging consapevole dopo l’essere necessario e l’essere sostenibile alla regola numero 3 prevede l’essere zero spreco. Ma cosa vuol dire zero spreco?

Ridurre a zero (o quanto meno al minimo) lo spreco di prodotto, facendo in modo che venga usato tutto ed evitando che anche una minima parte venga gettata via insieme al packaging, perché impossibile da prelevare oppure perché non più utilizzabile.

Più facile a dirsi che a farsi, si potrebbe pensare. In effetti non è semplice ridurre gli sprechi.

Packaging zero spreco: un must del settore alimentare

Il concetto di zero spreco è quasi sempre collegato al settore alimentare, dove si stima che lo spreco consista in circa un terzo del cibo prodotto. Solo in Italia ogni giorno vengono gettati nella spazzatura circa 400.000 mila tonnellate di cibo.

Nella maggior parte dei casi lo spreco di cibo avviene perché se ne acquista molto più di quanto necessario, in altri casi lo spreco avviene perché il cibo viene conservato male.

Soprattutto in tempi in cui il cibo take away è di così facile gestione grazie alla consegna a domicilio e alla sempre maggiore tendenza a consumare i pasti fuori casa il tema del packaging alimentare che consenta di azzerare gli sprechi è molto gettonato.

Soprattutto perché nonostante i pasti vengano sempre più spesso consumati fuori casa, un po’ per un’esigenza di socialità un po’ per comodità, quando si va a fare la spesa ci si ritrova sempre e comunque a riempire il carrello.

Proprio a seguito di questo atteggiamento abbiamo uno spreco che deriva dalla mala gestione degli avanzi. Pensiamo, per esempio, a quando a casa apriamo un barattolo di maionese e ovviamente non lo finiamo con un solo pasto.

Lo richiudiamo e lo lasciamo in frigorifero per un tempo indefinito. Certo la maggior parte dei prodotti confezionati ha una scadenza a lungo termine ma il loro utilizzo saltuario può rendere difficile consumarli completamente nel tempo limite consentito dalla data di scadenza.

Il medesimo barattolino, una volta aperto, espone il contenuto al contatto con l’aria, e ciò può essere motivo di deterioramento. Se quella stessa maionese però fosse conservata in un tubetto di alluminio la sua durata anche una volta aperta la confezione potrebbe essere molto maggiore.

Perché? Il tubetto deformabile, essendo spremibile, fa fuoriuscire il contenuto direttamente sul piatto di portata o dove lo si renda necessario, senza bisogno di usare un utensile come un cucchiaio per prelevarla. Strumento magari sporco che potrebbe contaminare la maionese.

Un packaging zero spreco che conserva meglio

Col tubetto, infatti, non c’è scambio di aria, poiché il contento viene spremuto fuori e questo, per effetto meccanico, impedisce all’aria di entrare.

Il tappo sigilla nuovamente la confezione che mantiene la maionese più a lungo.

Il fatto stesso di garantire una conservazione più duratura nel tempo consente di evitare lo spreco, e d’altro canto il packaging stesso facilita l’utilizzo fino all’ultima goccia.

Il tubetto deformabile in alluminio si presta ad essere zero spreco proprio perché si ripiega su sé stesso.

Vediamo un altro esempio. Ci sono alimenti che naturalmente possono essere usati senza sprechi. I biscotti, per esempio, o i cereali per la colazione, ancora la pasta o il riso.

Più difficile pensare allo zero spreco quando si tratta di marmellate in barattolo o di salse pronte.

Avete presente quei barattoli così belli da vedere da cui però anche il cucchiaino più tecnologico non potrà mai prelevare tutto il contenuto.

Avete pensato invece che la stessa marmellata in tubetto, sarebbe più facile da usare e avrebbe una vita più lunga?

Tubetto deformabile in alluminio: un packaging zero spreco

Il tubetto deformabile in alluminio incarna perfettamente il concetto di zero spreco, poiché consente di spremere il contenuto fino all’ultima goccia e ne garantisce una conservazione ottimale, richiudendosi e quindi evitando che il contenuto entri in contatto con aria o agenti esterni.

Inoltre, l’utilizzo fino all’ultima goccia può avvenire senza contaminare il contenuto agendo sulla confezione.

Per esempio, nel caso dei tubetti di plastica spesso per usare tutto il prodotto il consumatore deve tagliare, con il tubetto deformabile in alluminio questo non avviene poiché si ripiega completamente su sé stesso.

Anche in merito alla regola numero 3 possiamo affermare che il tubetto deformabile in alluminio rispecchia alla perfezione il concetto di packaging consapevole.