Con il termine “Medicina Personalizzata” o “Medicina di precisione” si intende un campo sperimentale della Medicina che utilizza il profilo genetico di un individuo per diagnosi, prevenzione e terapie. Un settore su cui l’industria farmaceutica sta puntando molti investimenti ed energie.

Ogni persona ha infatti caratteristiche biologiche uniche, che possono incidere in modo significativo nel modo in cui il corpo risponde alle cure. Una differenza che risulta particolarmente rilevante in terapie salvavita, come quelle contro il cancro o l’AIDS, nelle malattie autoimmuni e in ambito neurologico, ma che riguarda tutti i livelli della terapia, anche quello dei cosiddetti farmaci “da banco”. Un esempio viene da unguenti e pomate per la cura di patologie cutanee, come l’acne, la psoriasi o la dermatite atopica: la pelle è infatti una magnifica espressione biologica della nostra unicità come persone. Lo sa bene anche l’industria cosmetica che da anni punta alla creazione di formule personalizzate per massimizzare i risultati delle cure estetiche.

In futuro andremo quindi in farmacia con una prescrizione medica che non contiene più il nome del farmaco che vogliamo acquistare ma… il nostro nome! E in base a quello ci verranno assegnate medicine create appositamente per noi.

La Medicina Personalizzata trova un forte sostegno nel settore Pubblico, in particolare in quegli Stati, come l’Italia, in cui la Sanità deve confrontarsi con una spesa crescente, dovuta anche a un progressivo invecchiamento della popolazione. Cure mirate e più efficaci non comportano soltanto una migliore qualità della vita, ma anche un considerevole risparmio per le tasche degli Stati e dei privati. 

Un ideale magnifico a cui tendere. Tuttavia, per renderlo realizzabile, è necessario prendere in considerazione la sua fattibilità per il mass market, condizione indispensabile per mantenere costi abbordabili. In altre parole: è necessario calare questo ideale nella dimensione della scalabilità industriale. E non si tratta di un passaggio semplice.

Le “crune dell’ago” sono due: a monte, nella fase di formulazione, e a valle, nella fase di produzione e distribuzione farmaceutica. Nella prima, un forte sostegno alla ricerca viene dal mondo dei Big Data: oggi abbiamo a disposizione un’enorme quantità di dati provenienti da ospedali, istituzioni sanitarie pubbliche e private, laboratori, e persino app mobile di salute e sport. Rimangono però isolati. Riunirli in un’unica struttura informatica permetterebbe di incrociarli e ottenere così informazioni in grado di guidare più efficacemente la Ricerca scientifica. Un accesso che dovrà essere regolamentato nel rispetto della privacy ma che può portare enormi benefici. Anche per il singolo paziente: ne è la dimostrazione il progetto Digital Twinning portato avanti da Siemens, che prevede la creazione di un “gemello digitale” per ogni paziente, con tutti i dettagli relativi alla sua salute sempre a portata di app. Una soluzione che potrà essere integrata con i fascicoli sanitari elettronici dei Sistemi sanitari pubblici e/o delle assicurazioni mediche private e che permetterà di agire più velocemente e con maggiore efficacia. 

Resta il nodo a valle: come concretizzare questo nuovo approccio nei processi produttivi e nella catena distributiva? Come produttori di packaging farmaceutico, conosciamo bene le esigenze del mondo farmaceutico e sappiamo quanto questo mondo sia portato ad essere conservatore, anche per questioni di compliance alle normative: non sarà quindi semplice veicolare un cambiamento di questa portata. Tuttavia, possiamo già toccare con mano un mutato approccio alle richieste di fornitura di tubetti per unguenti e pomate farmaceutiche e che delinea un futuro fatto di forniture flessibili, articolate maggiormente su approvvigionamenti composti da piccoli lotti piuttosto che ai grandi numeri del passato. Un approccio utile anche ad affrontare mercati in continua evoluzione, sempre più competitivi, caratterizzati da un ruolo sempre più preponderante del Digitale e da consumatori “infedeli”.

Per le case farmaceutiche sarà sempre più importante avere al proprio fianco un partner in grado di venire incontro a queste nuove esigenze. Grazie agli oltre 80 anni di esperienza nel packaging farmaceutico di Tubettificio Favia e alla struttura produttiva internazionale di Perfektüp, siamo in grado di offrire soluzioni concrete a questi mutamenti di mercato. Vorreste saperne di più? Contattateci per un approfondimento: saremo lieti di conoscere i vostri progetti e offrirvi la migliore soluzione in tema di packaging farmaceutico.