Quando parliamo di innovazione in campo farmaceutico pensiamo subito alla ricerca, allo sviluppo e alla distribuzione di nuovi farmaci. Ma a volte dimentichiamo che il prodotto farmaceutico include anche il packaging farmaceutico, che quindi partecipa dell’innovazione, tanto da diventarne protagonista. Purtroppo però troppo spesso siamo portati a darlo per scontato e questo può incidere negativamente sull’intera catena industriale.

Negli ultimi due anni, a causa della pandemia da Covid-19, ricercatori e case farmaceutiche hanno lavorato duramente per mettere a punto vaccini e farmaci che potessero salvare vite e mettere quindi fine all’emergenza. E ci sono riusciti: da più di un anno abbiamo avuto la possibilità di ricorrere al vaccino e di poter vivere, per quanto possibile, una “nuova” normalità.

Eppure… ricordate quando per i primi vaccini si è posto il problema dell’adeguata conservazione? Richiedevano infatti temperature molto basse, consentite solo da speciali frigoriferi. L’intera distribuzione avrebbe risentito di questa criticità. Per fortuna i vaccini successivi non presentarono questa necessità. Ma questo avvenimento ha sottolineato come il miglior farmaco del mondo non possa dirsi davvero tale se non può venire adeguatamente conservato e distribuito. Una situazione simile l’abbiamo sperimentata un anno dopo, quando la carenza di materie prime ha fatto vacillare la produzione di boccette di vetro, che faticava a reggere i ritmi del confezionamento di vaccini.

Quando si parla del mondo farmaceutico, non ci riferiamo solo ed esclusivamente alla ricerca: dietro ogni medicinale che assumiamo, dietro ogni vaccino, esistono processi tanto lunghi quanto complessi. E sebbene ricerca e sviluppo abbiano fatto degli enormi passi avanti in termini di innovazione, la pandemia da Covid-19 ha messo in luce due grandi criticità del settore: il packaging e la catena di distribuzione.

E proprio su questi due elementi che si baseranno i nuovi trend del packaging farmaceutico nel 2022.

Analizziamoli nel dettaglio.

Packaging eco-friendly anche per i farmaci

Anche nel mondo del pharma la questione sostenibilità assume un’importanza sempre maggiore. I consumatori sono più attenti alle tematiche ambientali, anche quando acquistano un prodotto in farmacia.

Anzi, è proprio dal settore farmaceutico che si aspettano una presa di posizione concreta nei confronti della salute del pianeta. Il necessario uso di dispositivi medici di protezione come guanti in plastica e mascherine ha creato un enorme quantità di rifiuti sanitari che ha contribuito a destare l’attenzione del pubblico sul “pharmaceutical waste”.

Il packaging farmaceutico è quindi chiamato a rispondere a queste nuove esigenze. La produzione degli imballaggi per il pharma sta registrando un impatto sull’ambiente sempre più grande: plastiche e materiali non riciclabili utilizzati per creme o lozioni a uso medico, contribuiscono ad aumentare rifiuti ed emissioni.

Certo, il packaging farmaceutico deve in primo luogo garantire sicurezza e affidabilità a tutela della salute umana: proprio per questo in tutto il mondo esistono normative che disciplinano il settore e pongono limiti anche al tipo di materiali utilizzabili. Ma la salute dell’ambiente non è forse anch’essa un elemento fondamentale della salute umana?

È tempo che la filiera promuova in modo compatto un impegno concreto per l’introduzione di processi in grado di ridurre l’impatto ambientale. A vantaggio di tutti.

Smart packaging per combattere la contraffazione

L’industria farmaceutica è uno dei settori maggiormente colpiti dalla contraffazione. La pandemia poi, unita alle restrizioni della libertà personale, ha contribuito all’incremento degli acquisti di farmaci online, esacerbando il fenomeno.

L’emergere di nuove tecnologie applicate al packaging però, saranno di enorme aiuto per attenuare il problema della contraffazione.

Il tubetto deformabile Favia, ad esempio, vanta una tecnologia esclusiva che consente di rendere il packaging un vero e proprio strumento di marketing: grazie all’esclusiva stampa di un codice non visibile all’occhio umano, sarà possibile visualizzare con il proprio smartphone tutte le informazioni supplementari sul farmaco, come posologia, effetti indesiderati e modalità d’uso, anche attraverso contenuti video. Questo codice invisibile, inoltre, è leggibile anche quando il tubetto è piegato o arrotolato.

Una vera rivoluzione 2.0 per il packaging farmaceutico.

Packaging accessibile

Le nuove tendenze per il 2022, vedono un packaging farmaceutico che punta a migliorare l’usabilità del prodotto da parte del paziente o di chi se ne prende cura.

Soprattutto in considerazione del fatto che le cure domiciliari sono in costante aumento, anche a causa del rischio epidemiologico, fornire un packaging facile da usare, di immediata comprensione e con un design curato e accattivante, permette di migliorarne l’usabilità, fornendo un supporto al malato senza l’assistenza di un professionista.

Ne è l’esempio il tubetto deformabile con bocchello morbido di Favia: grazie alla speciale punta morbida, rende più semplice l’applicazione di pomate o unguenti ad uso oftalmico, anche ai pazienti con difficoltà motoria o ai bambini. Il rischio quindi di ferirsi accidentalmente o di irritare la cute, anche la più delicata, si riduce visibilmente.

Un packaging farmaceutico in alternativa al vetro

Con la pandemia, ma più in generale nel corso degli ultimi anni, ilvetro è stato il materiale più richiesto dalle case farmaceutiche, per accompagnare diversi prodotti: pillole, sciroppi, lozioni…

Con l’arrivo dei vaccini contro il Covid però, ci si è resi presto conto di quanto fosse sbagliato questo approccio: nonostante gli enormi sforzi fatti per la ricerca, una volta pronto il vaccino ci si è trovati di fronte al problema delle mancanze di materie prime per il packaging. Sono pochissime le aziende al mondo che producono packaging di vetro per farmaci iniettabili. Ovviamente i vaccini hanno avuto priorità nei rifornimenti. Giusto, ma… gli altri prodotti, di cui pure c’è bisogno?

Nel corso del nuovo anno, quindi, assisteremo alla ricerca e all’uso di materiali diversi destinati al packaging farmaceutico, quanto meno per i prodotti per cui questo sarà possibile, come creme, lozioni e unguenti.

L’alluminio è una delle scelte possibili e probabilmente anche la migliore. Non solo è un materiale più facilmente reperibile rispetto ad altri, ma permette una catena di distribuzione efficiente: il tubetto in alluminio infatti, non rischia di rompersi o danneggiarsi, garantisce la qualità del prodotto contenuto e riduce il rischio di eventuali contaminazioni esterne.

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