Nel mondo del packaging il periodo della pandemia ha coinciso con un momento di profonda riflessione in termini di innovazione e ricerca. Termini come green packaging o sustainable packaging hanno spopolato nelle ricerche di google mettendo in forte pressing le aziende della filiera, nell’ottica di scelte sempre più orientate all’ecosostenibilità, sia in termini di materie prime sia di processi produttivi.

Cosa vuol dire davvero packaging sostenibile?

Ma packaging sostenibile fa rima con packaging edibile? Non sono mancate negli ultimi anni presentazioni sul mercato di prodotti considerati rivoluzionari, per esempio, i cosiddetti packaging edibili o biodegradabili o ancora compostabili.

Il richiamo alla sostenibilità sembra essere un punto chiave per le strategie di marketing di molte aziende, soprattutto nel settore alimentare, dove il concetto di spreco può assumere diversi significati.  E qui attenzione a non cadere nella trappola del green washing. Perché se l’attenzione dei consumatori verso la sostenibilità è sempre più documentata, le soluzioni proposte dalle aziende non sempre rispondono alle esigenze in maniera trasparente. I consumatori chiedono un packaging responsabile.

Food packaging: monoporzione senza sprechi

Durante i mesi di lockdown a livello globale le richieste di cibo d’asporto si sono moltiplicate e con esse l’evidenza che gli imballaggi, soprattutto del settore alimentare, possono diventare fonte d’inquinamento. La crescita della domanda di prodotti monoporzione, inoltre, ha segnato definitivamente il mercato con la richiesta di molte aziende produttrici di prodotti alimentari di un packaging più sostenibile. Più porzioni, infatti, non deve significare più rifiuti.

Necessariamente le monoporzioni implicano confezioni più piccole in termini di spazio ma maggiori in termini di quantità. Per questo l’attenzione ai materiali con cui queste confezioni sono realizzate è fondamentale.  Ripensare la filiera del packaging alimentare vuol dire mettere a disposizione delle aziende alimentari un packaging sostenibile in ogni sua declinazione, dalle materie prime con cui è creato al processo produttivo che ne consente la produzione.

Avendo ben chiaro in mente 3 punti chiave imprescindibili per il packaging alimentare: tracciabilità, certificazione e sicurezza alimentare.

Sotto i riflettori, per esempio, la pellicola di plastica che avvolge molti alimenti e serve per sigillare le confezioni e ancora i mini contenitori per le monodosi, dalle salse alle creme fondamentali per il settore take away e Ho.Re.Ca e proprio per la preparazione sempre più frequente di cibi confezionati pronti all’uso (pensiamo al sushi o alle insalate che troviamo nel banco frigo).

La nuova frontiera del packaging: confezioni da mangiare?

Le bioplastiche, compostabili o addirittura edibili, prodotte con l’ausilio di scarti alimentari o vegetali sono state presentate come la soluzione perfetta. Un esempio? La pellicola edibile, prodotta con le alghe brune, una materia prima super rinnovabile, presente in grande quantità nelle acque oceaniche. È una specie che non necessita di acqua dolce e anzi contribuisce al mantenimento in salute dell’ecosistema oceanico.

La pellicola viene usata per creare bolle dentro cui si possono conservare salse, bibite o anche l’acqua. Un’innovazione interessante per la quale però emerge il problema della logistica. Perché queste bolle che possono essere mangiate, come vengono conservate? E come possono essere maneggiate considerando il discorso igienico? Voi mangereste un alimento e la sua confezione? Forse, ma prima certo vorrete essere sicuri di come è stata conservato e maneggiato l’alimento in questione.

Dopo l’entrata in vigore della direttiva UE soprannominata SUP le aziende del settore sono state sul piede di guerra e tutti gli attori in campo si sono interrogati su come intervenire per sostituire i packaging monoporzione in materiale plastico, così diffusi nella grande distribuzione, nel settore catering e Ho.Re.Ca.

Innovazione sì, ma nel segno della tradizione

Il vero punto a nostro parere sta nel comprendere quali siano le esigenze delle aziende produttrici di alimenti e orientare le scelte del packaging per rendere queste esigenze compatibili con quelle del mercato e dei consumatori. Che vogliono sì scegliere un packaging sostenibile ma nel rispetto di esigenze varie, fra cui non possono mancare igiene e comodità.I tubetti deformabili in alluminio sono sul mercato da oltre un secolo e sono da sempre la prima scelta per il settore farmaceutico, uno dei settori in cui gli standard di qualità e igiene sono massimi. Salse e creme trovano per la natura della loro consistenza un packaging perfetto e che rispecchia i criteri di igiene, sicurezza e comodità nel tubetto deformabile in alluminio. I nostri tubetti ToBeNaturAl sono una soluzione sostenibile e capace di infinite possibilità di personalizzazione oltre che ambasciatori della strategia di digital marketing della vostra azienda.