Tra le varie motivazioni che spingono i consumatori a scegliere un prodotto rispetto a un altro, tra abitudini e necessità, c’è anche il packaging. Possiamo quindi considerarlo una vera e propria scelta strategica, sia da parte delle aziende che dei consumatori, ed è per questo motivo che i brand dovrebbero vederlo come un aspetto fondamentale del marketing mix

Nelle due puntate precedenti della packaging challenge il tubetto in alluminio ha sfidato il vasetto in vetro e il tubetto in plastica. Se in entrambi i casi la sfida era incentrata sul packaging nel complesso, oggi ci concentriamo su una sua singola componente: il tappo. Spesso non ci pensiamo, ma il tappo svolge una funzione importante in quanto rappresenta la porta di chiusura e apertura per la fruizione del contenuto. Inoltre, essendo piccolo e “removibile” è facile perderlo e quando si butta, anche correttamente, non sempre finisce dove dovrebbe per il giusto smaltimento.  

La maggior parte dei tappi, soprattutto per quanto riguarda i tubetti, è realizzata in plastica. Ma non è l’unica possibilità! Nel 2019 Favia ha lanciato ToBeNaturAL, un tubetto che abbina la nota ecosostenibilità dell’alluminio (infinitamente riciclabile al 100%) a un tappo in biopolimero compostabile: un materiale di origine naturale ottenuto da diverse fonti come la cellulosa, il gambo d’ananas o le alghe, tutte fonti vegetali che danno origine ad un materiale che non ha nulla da invidiare alla plastica tradizionale in quanto a resistenza, stabilità e flessibilità. 

Attenzione: non tutte le cosiddette “bio plastiche” sono compostabili. Solo alcuni materiali si degradano effettivamente come rifiuti organici ed è fondamentale scegliere con oculatezza, altrimenti si rischia di “spostare” il problema dell’inquinamento ambientale da un materiale all’altro anziché risolverlo! Ecco diverse buone ragioni per preferire un tappo in biopolimero compostabile invece di un tappo in plastica: 

  1. Il tappo in biopolimero compostabile da un punto di vista funzionale è paragonabile al tappo in plastica: nelle mani di chi lo utilizza, è resistente, affidabile, sicuro e semplice da pulire; 
  1. Il tappo compostabile una volta terminato il suo ciclo d’utilizzo può essere smaltito come un rifiuto organico in quanto ha la capacità di degradarsi completamente. Quindi il problema del suo recupero e riciclo, semplicemente, non esiste! I tappi in plastica tradizionale, invece, devono essere recuperati e sottoposti a un processo di riciclo che richiede un certo investimento in termini di energia; inoltre, la plastica non può essere riciclata al 100% come l’alluminio.  
  1. Le aziende che puntano a un packaging sostenibile, come per esempio un tubetto in alluminio, devono tenere presente che avere un tappo in plastica è l’unico punto debole per raggiungere la completa sostenibilità. Per ottenere un packaging smart al 100% bisogna prestare attenzione a tutti i dettagli e rinunciare alle mezze misure: parlare di “plastica riciclabile” non è sufficiente, sono necessarie scelte coraggiose, e i biopolimeri compostabili sono una reale alternativa.  

Se siete curiosi rispetto alle peculiarità del tappo in biopolimero compostabile, contattateci o visitate la nostra pagina dedicata per scoprire di più.