Cosa lega un tubettificio che produce tubetti deformabili in alluminio e soluzioni di packaging sostenibile a un distributore di merendine? 

Semplice: una grande opportunità di mercato in grado di migliorare l’esperienza d’acquisto dei consumatori finali! 

Il mercato dei distributori automatici valeva 2.2 miliardi di dollari americani nel 2019, e arriverà a registrare un aumento del 9.6% dal 2020 al 2027. L’elevata domanda di pasti pronti e l’aumento della domanda di alimenti confezionati, sta facendo vivere alle macchinette automatiche un momento d’oro.  

Negli Stati Uniti i distributori automatici non si trovano solo per strada o nelle stazioni, ma se ne contano 5 milioni tra scuole, ospedali, luoghi di lavoro. Questo trend sta prendendo piede anche in Europa, basta guardarsi in giro per rendersi conto di quante macchinette troviamo in giro, non solo nei luoghi di passaggio, come stazioni o aeroporti, ma anche agli angoli delle strade, in metrò e persino negli ospedali. 

I prodotti venduti all’interno delle macchinette rappresentano una sfida di packaging monodose: è infatti necessario un confezionamento agile, leggero, ma al contempo robusto, igienico e soprattutto pratico, in quanto i prodotti delle macchinette rappresentano il cibo on the go per eccellenza. Ma “monodose” significa anche più imballaggi nel cestino dei rifiuti: di conseguenza, la sostenibilità diventa un tema centrale.  

Quello tra i distributori automatici e la sostenibilità è un legame che in Italia sta già prendendo piede da qualche tempo. Tra i vari programmi esistenti c’è quello di un comune nel Friuli-Venezia Giulia che ha installato su tutto il territorio macchinette per il caffè con bicchieri in carta riciclata e con fondi di caffè riutilizzabili in agricoltura. Oppure RiVending, vincitore del premio Confida (Associazione Italiana Distribuzione Automatica) “Vending Sostenibile” 2019, progetto che prevede il recupero e il riciclo di bicchieri e palette erogati dai distributori automatici. 

Una tendenza che cresce a livello europeo. Pensiamo a Swapp, una start-up polacca che vuole rivoluzionare il modo in cui facciamo gli acquisti e ridurre l’utilizzo della plastica “usa e getta”. Come? Posizionando delle macchinette automatiche refill-o-mats in diversi luoghi, per spingere le persone a riempire le proprie bottiglie anziché buttarle. Il loro primo distributore automatico sostenibile si trova in una filiale di Carrefour Bio a Varsavia, e permette ai clienti di ricaricare i propri contenitori con quattro liquidi firmati Yope (marchio di cosmetici e prodotti per la pulizia ecologici). L’idea di Swapp e i suoi creatori non si ferma al distributore automatico Yope, ma vuole ampliarsi al mondo della cosmesi e del cibo.  

Ed è proprio su questi due settori che un packaging ecologico come il tubetto in alluminio può fare la differenza. Quale altro packaging amico dell’ambiente per eccellenza, potrebbe sposarsi perfettamente con questo progetto green? L’alluminio è riciclabile al 100% e all’infinito senza perdere le sue qualità originarie e la produzione da materiale riciclato richiede meno energia rispetto alla produzione da materia prima.  

Ma quale potrebbe essere il vantaggio dell’adottare un tubetto per i distributori automatici

Spesso nelle macchinette automatiche vengono proposte delle combo, proprio per il concetto di fornire un “pasto pronto”: crema alla nocciola e grissini, crostini e salamino, succhino e barretta … Ma perché non una combo biscotti secchi + tubetto di cioccolato? O fette biscottate + marmellata? O ancora patatine+ salsa piccante? Quest’ultima possibilità vi ha fatto venire l’acquolina in bocca, vero? 😉  

Oltre che essere una scelta eco-sostenibile, e quindi in linea con le preferenze dei consumatori (linkare postblog sulle preferenze green), è anche pratica: il tubetto si maneggia più facilmente, è più semplice erogare il prodotto senza sporcarsi, se cade non si rompe e non si sparge il contenuto da tutte le parti (pensiamo ai viaggi in treno o in aereo). Inoltre, offre un’eccellente barriera all’aria e alla luce, è facile da pulire e mantenere pulito. E poi è zero spreco: se si avanza del prodotto lo si può tranquillamente richiudere e riporre in borsa o nello zaino.  

Il prossimo step verso una sostenibilità più completa, è quello di eliminare definitivamente l’uso della plastica usa e getta e sostituirla, laddove possibile, con un packaging in alluminio o altro tipo di materiale realmente sostenibile. E sono proprio le piccole scelte quotidiane a fare la differenza. 

Se siete interessati a una strategia di packaging sostenibile in cui il tubetto in alluminio può giocare un ruolo chiave, contattateci! Saremo lieti di parlarne con voi e di presentarvi un campione di tubetti.