Lotta allo spreco, ecosostenibilità e commercio elettronico: sono queste le tre grandi sfide che l’industria alimentare si troverà ad affrontare nei prossimi anni. E con lei, anche l’industria del packaging per alimenti, che non resta certo a guardare. Anzi: le novità si rincorrono ogni giorno su Internet e sulle pagine di magazine specializzati. E i tubetti in alluminio per alimenti possono giocare un ruolo chiave. Vediamole da vicino.

Il packaging contro lo spreco alimentare.

Le scelte di packaging possono avere un impatto importante sullo spreco alimentare, fenomeno di cui finalmente, si sta acquisendo maggiore consapevolezza. I numeri dipingono un quadro a tinte fosche: nella UE, si stima che vengano sprecati circa 88 milioni di tonnellate di cibo, una media di 173 kg di cibo sprecato a persona (senza contare le circa emissioni di CO2 necessarie al suo trasporto e successivo smaltimento)*. Ma non riguarda solo le nostre dispense: quasi la metà dello spreco alimentare avviene prima che il cibo sia giunto al punto di consumo, il 23% nella fase di produzione, il 12% si verifica nella manipolazione, stoccaggio e trasporto dopo la raccolta; il 9% si perde nella distribuzione nei mercati europei e il 5% si verifica con la lavorazione. Il rimanente proviene dai consumatori e dai ristoranti.

Ma qualcosa sta cambiando…

Secondo il rapporto 2020 di Waste Watcher la pandemia ha avuto un effetto decisivo in questo senso, portando gli italiani a sprecare meno cibo in cucina. Un cambiamento culturale che riguarda anche il quadro normativo: c’è persino chi propone di rendere obbligatoria la “doggy bag”, ovvero la possibilità di portarsi a casa dal ristorante gli avanzi di cibo non consumato sul posto (in Francia è già legge da 4 anni). Una tendenza che negli anni a venire è destinata a crescere. Un packaging antispreco, che allunga la vita del prodotto e ne permette l’utilizzo completo, diventa quindi un importante driver d’acquisto.

I tubetti deformabili in alluminio consentono di spremere il contenuto fino all’ultima goccia, evitando gli sprechi. Inoltre, grazie alla capacità di conservazione dell’alluminio, allungano la vita del prodotto sullo scaffale (reale o virtuale) e nelle nostre dispense.

Packaging Alimentare ecosostenibile.

Tra gli obiettivi più ambiziosi del Green New Deal lanciato dalla UE ce n’è uno legato agli imballaggi: entro il 2030 dovranno tutti essere costituiti da materiale riciclabile o riutilizzabile.

Questo spinge le aziende a trovare soluzioni diverse da quelle usate finora, optando per packaging sostenibili che si inseriscono nella definizione di circolarità.

La situazione è ancora acerba: secondo una ricerca dell’Osservatorio Immagino di Nielsen e GS1 Italy, solo il 6.2% degli alimenti ha un packaging completamente riciclabile. Sono dati davvero bassi se si pensa che, secondo un sondaggio pubblicato da Environmental Leader, ben il 74% dei consumatori è disposto a spendere una cifra maggiore per prodotti con imballaggio più sostenibile.

I big dell’industria alimentare già all’opera: per esempio, Nestlè e Ferrero hanno annunciato che entro il 2025 vogliono convertire i loro imballaggi in packaging 100% riciclabile.

Per quanto riguarda Nestlè, ad oggi, già il 96% dei suoi imballaggi è riciclabile. Per la multinazionale di Vevey, la ricerca è fondamentale per sviluppare una strategia efficace ed efficiente: per questo motivo a settembre 2019 è stato inaugurato il Nestlé Institute of Packaging Sciences di Losanna. Il centro sviluppa progetti di ricerca sulla sostenibilità degli imballaggi e sulla sperimentazione di nuovi materiali a base biologica, compostabili e biodegradabili.

Ferrero, invece, all’interno del loro impegno entro il 2025, ha lanciato un progetto pilota che coinvolge Nutella: grazie alla collaborazione con Lood (piattaforma leader nell’ambito del riutilizzo) e con Carrefour (nello specifico 10 punti vendita di Parigi), i consumatori potranno comprare un barattolo di Nutella riutilizzabile, appositamente progettato, lasciando una caparra. I barattoli vuoti saranno poi raccolti, lavati e resi riutilizzabili da parte di Carrefour. Insomma, i barattoli saranno “vuoti a rendere”, come si usava una volta.

Di fronte ad un aumento della sensibilità da parte dei consumatori verso la sostenibilità e allo spreco alimentare, le aziende che operano nel settore devono rivedere la propria strategia di imballaggio. Insieme ai marchi e ai rivenditori, l’industria alimentare ha la responsabilità di progettare imballaggi che bilancino funzionalità e sostenibilità.

L’alluminio è un materiale infinitamente riciclabile al 100% senza perdere le qualità originarie e il suo processo di riciclo richiede meno energia rispetto alla produzione da materia prima. Qualità che sono già note al grande pubblico e che quindi possono incentivare l’acquisto. Non solo. Favia ha creato una soluzione di packaging completamente ecosostenibile: ToBeNaturAL, che unisce al corpo in alluminio del tubetto una capsula in biopolimero compostabile. In alternativa, è possibile scegliere un tappo in plastica riciclata.

Packaging alimentare ed e-commerce

Con l’aumento degli acquisti online anche per quanto riguarda i generi alimentari, nasce una duplice esigenza: la prima è avere un packaging in grado di catturare l’attenzione dei consumatori anche sugli scaffali virtuali degli store online. Le dinamiche d’acquisto dell’e-commerce (scelta, lista dei desideri, messa a carrello, completamento dell’acquisto) tracciano una customer journey diversa rispetta all’esperienza retail: mancando la possibilità di un’interazione fisica con l’oggetto-prodotto (o meglio, con il suo packaging) l’impatto visivo diventa decisivo: serve quindi un packaging in grado di colpire l’utente, che possa essere valorizzato dalla multimedialità tipica delle vetrine online e recare in sé elementi di interattività (per approfondire, leggi l’articolo dedicato al rapporto tra packaging ed e-commerce).

Non solo: è fondamentale trovare una soluzione di packaging in grado di coniugare le caratteristiche indispensabili per un’eccellente esperienza utente (proteggere il contenuto, prolungarne la durata e facilitarne la fruizione) con le necessità dell’azienda: avere degli imballaggi più efficienti per quanto riguarda il trasporto, la gestione magazzino e lo stoccaggio, insomma, una soluzione in grado di farsi interprete di una scalabilità sempre maggiore. 

Anche in questo caso, le soluzioni Favia possono costituire un’opportunità: libero da scatole e astucci, il tubetto in alluminio è libero di brillare negli store online grazie a ToBeUnique, l’esclusiva stampa digitale che combina il corpo in alluminio del tubetto e la capsula in un unico processo, per incredibili soluzioni di design (che fungono anche da deterrente contro tentativi di contraffazione). Grazie a soluzioni interattive, come l’abbinamento a un’app mobile grazie a un codice “nascosto” nella stampa, può farsi portatore di un’esperienza d’acquisto di valore anche una volta giunto a casa dell’acquirente.

 Il tubetto è un tipo di packaging già conosciuto e apprezzato, pratico, leggero e maneggevole e si presta facilmente a tutte le operazioni logistiche di immagazzinamento e spedizione.

Se state valutando i tubetti in alluminio per alimenti come packaging per i vostri prodotti alimentari, contattateci: saremo lieti di confrontarci con voi sulla vostra strategia di packaging e inviarvi un campione di tubetti.