L’estate è ormai agli sgoccioli e ci prepariamo ad una nuova routine: il nuovo anno scolastico è alle porte e le aziende – in alternanza allo smart working – si apprestano ad accogliere nuovamente i propri dipendenti in ufficio.  

In questo timido tentativo di ripresa di una nuova quotidianità, sono tante le sfide che attendono le aziende. Ma ce n’è una in particolare che accomuna sia l’ambiente scolastico che lavorativo: il pranzo fuori casa.  

Torniamo quindi a trattare il tema del packaging alimentare, approfondendo il ruolo chiave che riveste in questa nuova normalità, dove l’igiene, la praticità e la conservazione dei prodotti sono più importante che mai.  

Il packaging che manca alle mense e all’asporto

Ritorna quindi in auge il pranzo on the go. Forse ce ne siamo dimenticati, ma in tempi non sospetti (in cui non sapevamo neanche cosa significasse pandemia), il problema relativo alla sostenibilità del packaging alimentare nei servizi di ristorazione e catering era particolarmente sentito.  

L’avvento del Covid ha chiaramente spostato l’attenzione altrove, ma con la ripartenza in vista, ci ritroviamo a porci la questione, forse in modo ancora più pressante. I vari Paesi, infatti, hanno dato direttive chiare in merito: il governo italiano, ad esempio, ha incentivato le attività di catering all’uso di packaging monodose, possibilmente compostabili.  

Gli obiettivi sono sostanzialmente due: massima igiene e maggiore attenzione alla sostenibilità.  

Vaschette e porta pranzo eco-friendly possono essere un’alternativa, ma non basta: ci sono ancora troppi imballaggi in materiale non riciclabile sulle nostre tavole. Basti pensare ai condimenti e alle salse, alle marmellate o alle creme spalmabili, quasi tutti in bustine o monoporzioni in plastica.  

Ma la soluzione c’è ed è il tubetto di alluminioPiccolo, igienico e sostenibile, rappresenta una delle poche soluzioni che posso davvero soddisfare sia il settore catering che quello della GDO.  

Le possibili applicazioni sono tantissime, basti solo pensare alle schiscette per i bambini: la marmellata o le creme spalmabili in tubetto sarebbero perfette dentro lo zainetto, perché occupano poco spazio, non sporcano e sono richiudibili con un semplice tappo a vite.  

Pensiamo anche alle mense aziendali, dove i condimenti e le salse si presentano quasi sempre in bustine monoporzioni, tra l’altro scomodissime da utilizzare: siamo sicuri che abbiate provato almeno una volta ad aprire una bustina di maionese e che sia stata un’operazione abbastanza complicata, con mani unte e salsa ovunque.  

E adesso immaginate un tubetto di maionese in alluminio sul vostro vassoio: si svita la capsula, si toglie il sigillo e si spreme il prodotto sulla vostra insalata. E gioco è fatto: non sporca e non ci sono sprechi di prodotto, perché è anche richiudibile una volta aperto.

Le nuove sfide del packaging alimentare post-pandemia 

Il compito principale del packaging alimentare è quello di preservare la qualità del prodotto, ridurre lo spreco di cibo e l’impatto ambientale ed economico delle catene di produzione e distribuzione. Soprattutto in considerazione delle nuove esigenze dettate dalla pandemia.  

Ciò significa che le proprietà funzionali dell’imballaggio devono adattarsi agli alimenti e non il contrario, soprattutto se consideriamo le fasi di trasporto e stoccaggio.   

Più in generale, le proprietà dell’imballaggio non soddisfanno quasi mai appieno i requisiti degli alimenti: di conseguenza ci ritroviamo con packaging eccessivi, mal progettati o non adatti al ciclo di vita del prodotto. 

Riprendiamo l’esempio delle salse e condimenti in bustina: quanti packaging secondari devono essere utilizzati per garantire la qualità del prodotto dalla filiera alle mense e agli scaffali dei supermercati?  

L’impatto ambientale che ne consegue è impressionante.  

Il tubetto di alluminio non solo è sostenibile per i materiali con cui è realizzato, ma rappresenta un packaging ben dimensionato e adeguato al prodotto alimentare, che non necessita di ulteriori imballaggi, anche in ottica di marketing.  

ToBeUniqueil nostro processo di stampa su tubetto unico al mondo, permette di rinunciare ai packaging secondari: tutto ciò che serve per colpire il consumatore e invogliarlo a sceglierci, è già stampato sulla superficie del tubetto.  

E se parliamo anche di igiene, non c’è storia: la marmellata in tubetto nella schiscetta per la scuola o sui buffet delle colazioni in hotel, rappresenta una delle poche soluzioni (se non l’unica) in termini di packaging igienico e sostenibile per questo tipo di prodotto.  

Il tubetto in alluminio, infatti, non solo garantisce facilità e praticità d’uso, ma permette di consumare il prodotto senza contaminazioni, perché può essere spremuto direttamente sulle pietanze, senza entrare in contatto con le mani o le superfici! 

Se hai bisogno di un packaging alimentare igienico, sicuro per gli alimenti, maneggevole e sostenibile, contattaci! Saremo lieti di inviarti un campione dei nostri tubetti!