La chiusura del packaging è un dettaglio tanto importante quanto sottovalutato. Eppure può avere un impatto significativo sull’esperienza dell’utente e persino contribuire a creare un’impressione indelebile del marchio. La prima impressione può portare a un acquisto, ma l’esperienza complessiva può determinare la fidelizzazione del cliente.  

Il packaging per prodotti cosmetici è un settore in rapida trasformazione, il trend che si sta registrando consiste nel creare confezioni sempre più ecologiche e riciclabili, visto che il 70% dei rifiuti in questo settore deriva proprio dall’imballaggio. Allo stesso tempo però la confezione per i prodotti cosmetici è determinante e contribuisce a valorizzare il prodotto contenuto all’interno, donandogli un aspetto maggiormente ricercato e accattivante. Per queste ragioni, l’industria cosmetica, oggi, ricerca imballaggi sempre più particolari in grado di conquistare e facili da riciclare ed ecosostenibili. 

La quarta puntata della Packaging Challenge vede a confronto il tubetto in alluminio e il dispenser, solitamente fatto di plastica o vetro.  

Ecco perché il tubetto in alluminio è una scelta migliore rispetto al dispenser:  

  1. L’alluminio è infinitamente riciclabile. L’alluminio vanta un appeal non solo per l’ambiente ma anche per l’efficienza produttiva che garantisce: non si ha perdita nel suo processo di riutilizzo. Per contro la plastica, di cui quasi sempre è fatto il dispenser, può essere riciclata ma non infinitamente e non al 100%.  
  1. Il tubetto in alluminio si può arrotolare e spremere per usare il prodotto fino all’ultima goccia. Al contrario, nel dispenser rimane sempre quel fondo di prodotto che non si riesce a estrarre.  
  1. Il dispenser è “sempre aperto”, non sempre ha un tappo…e anche quando ne ha uno (pensiamo per esempio ai fondotinta) puntualmente si perde, soprattutto se il flacone viene trasportato in borsa o nella trousse dei cosmetici (quando succede è la fine, perché sporca tutto l’interno). In termini di sicurezza igienica è un malus: il prodotto rimane a contatto con l’aria (e quindi con i batteri) che può costantemente entrare, degradandosi più velocemente.  
  1. Il dispenser deve stare in piedi e questo lo rende poco pratico, soprattutto in viaggio. Non tutti gli armadietti o cassetti, inoltre hanno scomparti abbastanza alti. Il tubetto in alluminio invece si può facilmente riporre in qualsiasi cassetto o armadietto, sia in verticale che in orizzontale. 
  1. Grazie al fatto che l’aria non penetra all’interno del tubetto è possibile limitare l’uso dei conservanti perciò il tubetto in alluminio è particolarmente adatto per contenere prodotti naturali. 
  1. Il dispenser non permette di avere pieno controllo di quanto prodotto esce: se una dose è insufficiente, due possono essere già troppe. Ne consegue uno spreco del contenuto. Questo non capita con il tubetto in alluminio che permette una facile dosatura del prodotto in uscita grazie alle proprietà malleabildel materiale (che oltretutto non “spara” il prodotto come spesso accade con i dispenser).  
  1. Il tubetto in alluminio è altamente affidabile:  è l’imballo di riferimento del farmaceutico proprio perché garantisce la sicurezza igienica. Anche grazie al fatto che essendo deformabile non aspira e non trattiene aria al suo interno, come capita, ad esempio, con la maggior parte dei tubetti di plastica in circolazione. 
  1. I vantaggi di scegliere il tubetto al dispenser non finiscono qui… se ci addentriamo nel mondo del marketing, il tubetto risulta essere ancora la scelta vincente. Se sul dispenser è possibile personalizzare e stampare unicamente sullo spazio occupato dall’etichetta, il suo rivale permette invece la personalizzazione lungo tutta la sua superficie (potenzialmente anche sul tappo), come dimostrano i nostri fantastici ToBeUnique . 

Se siete curiosi rispetto alle peculiarità del tubetto in alluminio, o siete indecisi nella scelta tra tubetti in alluminio o dispenser, contattateci: saremo lieti di aiutarvi a trovare la strategia di packaging in alluminio più adeguata alle vostre esigenze.