Il packaging non è solo una commodity, (ne abbiamo già parlato più volte), ma gioca un ruolo fondamentale nelle scelte di acquisto da parte dei consumatori. Possiamo considerarlo una vera e propria scelta strategica, sia da parte delle aziende che dei consumatori, ed è per questo motivo che i brand dovrebbero vederlo come un aspetto fondamentale del marketing mix.  

Nella puntata precedente della Packaging Challenge il tubetto in alluminio ha sfidato il vasetto in vetro nella sfida del monodose

In questa seconda puntata è il turno del tubetto di plastica. Una sfida particolarmente sentita nel periodo estivo, quando si passano intere giornate fuori casa, in spiaggia o in montagna, portandosi dietro tutti i prodotti necessari, dagli antizanzare alla crema solare, dagli snack alle pomate per i più piccoli. 

 Se con il vasetto in vetro abbiamo riscontrato anche dei punti green in comune, nel confronto con il tubetto in plastica la differenza di posizioni si fa nettamente sentire. 

Ecco quindi 6 ottime ragioni per cui, al momento di acquistare un prodotto, è meglio scegliere il tubetto in alluminio rispetto a un tubetto in plastica:  

1 – L’alluminio è infinitamente riciclabile: si stima che il 75% dell’alluminio prodotto nel mondo finora sia ancora in uso oggi, per contro, solo il 9% della plastica è riciclabile. In questo scenario, l’impiego di un materiale riciclabile in modo pressoché infinito ha valore di per sé e agli occhi dei consumatori. L’alluminio vanta un appeal non solo per l’ambiente ma anche per l’efficienza produttiva che garantisce: non si ha perdita nel suo processo di riutilizzo. La plastica è invece tra i rifiuti che più spesso troviamo dispersi in natura: ci possono volere anche 1000 anni affinché sia smaltita nell’ambiente. I rifiuti plastici, al giorno d’oggi, inquinano gran parte degli ambienti naturali. Alcuni studi stimano che negli oceani ci siano fino a 150 tonnellate di plastica e che, se l’andamento della produzione proseguirà nella maniera attuale, la plastica potrebbe raggiungere i 34 miliardi di tonnellate nel 2050 di cui almeno 12 tonnellate costituirebbero rifiuti sparsi nell’ambiente.  

Va ribadito che la “colpa” di questa contaminazione non è della plastica in sé (che può essere usata in molti modi e anche per produrre beni durevoli) ma della sua cattiva gestione, sia da parte delle aziende che degli utilizzatori finali. Tuttavia resta una realtà con cui dobbiamo fare i conti e la soluzione migliore, per quanto possibile, è arrivare a una radicale diminuzione della produzione di materie plastiche, sostituendola con altri materiali più sostenibili, come l’alluminio. Ricorrere a “mezze misure”, come la plastica riciclabile scelta da tante aziende cosmetiche, non è più sufficiente. 

2 – A fronte di un netto vantaggio in termini ambientali, il tubetto in alluminio è anche estremamente efficace nel tutelare il contenuto all’interno contro l’intensa luce del sole. Pensiamo, per esempio, ad una crema solare, che sta con noi in spiaggia tutto il giorno! Non solo: l’alluminio è estremamente efficace anche contro l’aria e in generale le contaminazioni ambientali, tutte caratteristiche fondamentali, soprattutto in un momento in cui tutti i consumatori ricercano sicurezza nel packaging.  

3 – Dal punto di vista dell’utilizzo del prodotto, il tubetto è sicuramente un formato vincente, ma quello in plastica non si può arrotolare e spremere per usare il prodotto fino all’ultima goccia, cosa invece possibile con il tubetto in alluminio.  

4 – I cosmetici, soprattutto quelli “da spiaggia”, sono spesso, inspiegabilmente, molto grandi.  Non è una questione di peso specifico ma di scelte di packaging: la scelta di sovradimensionare i prodotti in nome del presunto “formato convenienza” è un “vizio” che le case produttrici si portano dietro dalle decadi passate. Tuttavia, anche per i cosmetici esiste un PAO (period after opening) il che significa che hanno anche loro un tempo entro cui devono essere utilizzati. Per questo la crema solare avanzata dalla vacanza al mare o in montagna non può essere conservata e utilizzata l’anno successivo. Perché sprecare, quando si può scegliere diversamente? Il tubetto in alluminio viene spesso considerato più “agile” e utilizzato per il confezionamento di prodotti di medie dimensioni, più leggeri da portarsi dietro e molto più adatti per utilizzi di breve termine (come appunto creme solari o doposole). 

5 – Si fa presto a dire plastica, ma i polimeri sono tanti e diversi tra loro. Ognuno di loro richiede un processo di raccolta e riciclo specifico, il che ne rende complicato il recupero. Con l’alluminio invece non si può sbagliare! Va sempre nella raccolta differenziata dedicata secondo le istruzioni di ogni singolo comune e l’alluminio recuperato viene sempre riciclato al 100% 

6 –  Il tubetto in alluminio è sicuro: non a caso è l’imballo di riferimento del settore farmaceutico, dove esistono altissimi standard di qualità da rispettare. Essendo deformabile, dopo la spremitura non lascia entrare aria al suo interno, mentre il tradizionale tubetto in plastica, che riprende sempre la sua forma originaria, “risucchia” aria che si accumula nella “coda”, a contatto diretto con il prodotto all’interno! Questo lo espone maggiormente a contaminazioni e, inevitabilmente, all’ossidazione. Ecco perché i cosmetici naturali, che hanno un ridotto contenuto di conservanti, prediligono il tubetto in alluminio!  

Se siete curiosi rispetto alle peculiarità del tubetto in alluminio, o siete indecisi nella scelta tra tubetti in alluminio o tubetti in plastica per i vostri prodotti, contattateci: saremo lieti di aiutarvi a trovare la strategia di packaging in alluminio più adeguata alle vostre esigenze.